Tossine, questo nemico invisibile

 

Anche se non ce ne rendiamo conto, viviamo costantemente minacciati dai veleni. Ogni giorno, migliaia di composti chimici attentano alla salute del nostro organismo: sono nell’aria che respiriamo, negli alimenti, nell’acqua e nelle bevande con cui ci dissetiamo. La Scienza li chiama “tossine”, un termine oggi, più che mai, di attualità. Sono tossine i metalli pesanti, quali piombo e mercurio e le sostanze volatili quali ossido di carbonio, benzene, ammoniaca e catrame, diffusi nell’aria o assorbiti attraverso le sigarette. Ma anche i vari additivi alimentari (coloranti e conservanti), che ingeriamo insieme alla maggior parte degli alimenti confezionati industrialmente. 

Non è tutto. Anche il nostro corpo produce continuamente tossine. Sono le sostanze di scarto eliminate dai milioni di cellule di cui siamo composti, attraverso un efficientissimo laboratorio chimico interno che lavora costantemente senza che ce ne accorgiamo.

Ci sarebbe da chiedersi come facciamo a restare in buona salute, nonostante tutto. Ma la Natura ci ha fortunatamente messo a disposizione
cinque organi che lavorano continuamente per proteggerci. Sono il fegato, l’intestino, i reni, l’apparato respiratorio e la pelle.
Tra le loro funzioni c’è soprattutto quella di espellere tutto ciò che potrebbe intossicare il nostro organismo.

L’organo addetto, più degli altri, a “far pulizia” è il fegato: una grossa ghiandola di circa un chilo e mezzo, direttamente collegata all’intestino.
Ogni minuto, passano nel fegato circa due litri di sangue proveniente dal tubo digerente, che vengono detossinati di tutto il materiale di
scarto accumulato. Le sostanze tossiche idrosolubili sono inviate ai reni, che le espelleranno tramite l’urina; quelle liposolubili saranno
immesse nell’intestino ed espulse attraverso le feci.

Il valore dell’alimentazione

Tutto bene, dunque ma… fino a quando il fegato funziona correttamente. Tuttavia, l’ambiente in cui viviamo e il nostro stile di vita spesso appesantiscono l’organo a tal punto da renderlo incapace di neutralizzare tutte le tossine che la corrente sanguigna gli porta.

A volte, è la nostra stessa alimentazione a creare problemi al fegato.  Un’alimentazione iperproteica, ad esempio, non compensata da un’ adeguata attività fisica, può essere particolarmente dannosa per fegato e reni perché le proteine generano purine, un tipo di tossina che può generare alti livelli di acido urico e patologie anche gravi.

Nel corso del suo lavoro, inoltre, il fegato sviluppa radicali liberi. Se, attraverso l’alimentazione, non assumiamo antiossidanti che li neutralizzino, i radicali liberi possono provocare infiammazioni tali da danneggiarlo. I radicali liberi sono essi stessi tossine, fonti di malattie e causa del nostro invecchiamento. In condizioni fisiologiche normali, tra produzione di radicali liberi e loro neutralizzazione da parte dei nostri meccanismi di difesa, vi è uno stato di equilibrio. Quando invece prevale la produzione di radicali, come accade ad esempio quando si è particolarmente stressati, sopravviene il cosiddetto stress ossidativo, che si evidenzia in un precoce invecchiamento delle cellule e, spesso, nell’insorgere di patologie anche gravi quali cancro e malattie cardiovascolari.

 

Quali cibi assumere?

Per assimilare antiossidanti, tanta verdura di stagione così da poter assimilare, ancora attive, le vitamine A, C ed E, i sali minerali e preziosi oligoelementi quali selenio, rame e zinco. Per aiutare il fegato, invece, sono particolarmente efficaci tutte le verdure amare.

Dunque, cicorie e radicchi: dalla catalogna all’insalata belga, dal radicchio rosso alla cicoria selvatica. Tutte contenenti cicorina e inulina, sostanze stimolanti la secrezione della bile, la decongestione del fegato, la peristalsi intestinale. Carciofo e ravanello regalano invece cinarina e rafanolo che, agevolando l’attività della cistifellea, stimolano la funzionalità del fegato. Il tarassaco, raccolto nei prati, contiene tarassicina, altamente depurativa.  Utilissima potrà essere, infine, l’assunzione regolare di un decotto particolarmente depurativo, da far preparare in erboristeria facendo miscelare in parti uguali cardo mariano, tarassaco, uva ursina, cicoria, carciofo, salsapariglia e fumaria. Farne bollire, ogni mattina, per cinque minuti, 3 cucchiai in un litro d’acqua. Spegnere e lasciare in infusione per quindici minuti, quindi filtrare e bere nel corso della giornata.

 

L’utilità di sale e fango del Mar Morto

Ma anche il sale e il fango del Mar Morto possono essere davvero utili nell’opera di disintossicazione.  Come si è visto, la pelle è uno degli organi più importanti per detossinare l’organismo. E’ un cosiddetto organo “emuntore”. Attraverso i suoi pori, il sudore è in grado di espellere tossine e liquidi in eccesso. Bagni regolari in vasca , in acqua calda dove sia stato sciolto Sale del Mar Morto, possono aiutare l’opera di espulsione delle tossine. Ma anche l’applicazione di Fango del Mar Morto su cosce e ventre sarà un ottimo aiuto, per il suo potente effetto drenante.
Un’ottima funzionalità epatica, un’alimentazione controllata e corretta, l’assunzione di tisane e decotti e l’uso regolare di sale e fango del Mar Morto regaleranno al nostro organismo una  pelle più tonica e luminosa, maggiore energia, e un nuovo inaspettato benessere.

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