Alito cattivo: non basta il chewing gum

 

A soffrirne è un italiano su due, ma spesso neppure ne è cosciente. Il problema dell’alito cattivo, in termine medico definito alitosi, è una patologia tra le più comuni ma, soprattutto, tra le più imbarazzanti. Dentifricio, spazzolino e filo interdentale, chewing gum e colluttori, seppure usati con regolarità, spesso non modificano la situazione perché non ne eliminano le cause primarie, che possono essere molteplici.


alitosi

Gli alimenti alitogeni

“Una delle cause più frequenti è semplicemente legata all’ingestione di cibi e bevande cosiddetti “alitogeni” – ricorda il dr. Ugo Ferrari, medico
chirurgo specialista in Odontoiatria e Protesi dentaria, a Modena – Aglio, cipolla, formaggi quali il gorgonzola, il grana o il pecorino, oltre
al caffè contengono composti volatili che vengono eliminati anche attraverso la respirazione. In questo caso, un’ottima igiene orale può
certamente aiutare.”. Problemi possono derivare anche dagli alcolici, quali vino, birra e liquori. L’alcol, infatti, secca il cavo orale, diminuendo
così l’importante azione detergente della saliva e favorendo di conseguenza lo sviluppo dei batteri che provocano l’alitosi. A questo proposito va
fatta attenzione anche alla scelta del colluttorio. In alcune marche, infatti, sono presenti sostanze alcoliche, quali il sodio laurilsolfato, che possono
peggiorare il problema anziché risolverlo.

Igiene orale non corretta

Nel 90% dei casi, però, l’alito cattivo è provocato da una carente igiene orale o da carie dentarie non accessibili alla pulizia, protesi di ricostruzioni dentali mal eseguite, gengiviti e parodontiti ma anche afte e lesioni della mucosa. Un mancato controllo dell’igiene orale aumenta notevolmente la quantità di batteri che si riproducono nutrendosi dei residui di cibo lasciati nella bocca e sulla lingua dopo i pasti, rilasciando poi composti volatili solforati responsabili dell’alito cattivo. Le sedi più abitate da questi batteri sono il solco gengivale e la lingua.

 

Reflusso esofageo e tonsilliti

Ma se il dentista non risolve il problema, vale la pena fare controlli presso un medico internista. Spesso, infatti, si ritiene che l’alito cattivo possa dipendere dallo stomaco ma solo l’1% di chi è affetto da alitosi ha problemi all’apparato digerente. In questo caso, la causa è, il più delle volte, il reflusso esofageo.” Più frequentemente, un alito cattivo può derivare da problemi otorinolaringoiatrici: sinusiti e tonsilliti, ad esempio, a causa della presenza di muco e colonie batteriche nel cavo orale. Nelle tonsille, che spesso presentano cavità tortuose, possono accumularsi detriti organici che vengono successivamente colonizzati dai batteri produttori di composti solforati. L’alito cattivo può derivare anche da altre patologie quali il diabete mellito, insufficienza renale cronica ed epatopatie gravi. Ma in questo caso, l’alitosi non è quasi mai il primo sintomo avvertito.

 

Lo stress

Anche ansia e stress sono spesso colpevoli di un alito pesante. Quando si è stressati, infatti, le ghiandole surrenali producono livelli più elevati di adrenalina che va a modificare la composizione della saliva, dando luogo alla cosiddetta “bocca asciutta”, fertile terreno per lo sviluppo delle colonie batteriche causa dell’ alito sgradevole. Attività fisica, yoga e meditazione possono essere di grande aiuto, come può essere importante anche ritagliarsi ogni giorno 1-2 ore da dedicare a se stesse. Un bagno ristoratore con sale del Mar Morto al 46% di magnesio potrà, infine, regalare un grande relax e conciliare un sonno notturno ristoratore.

Gli eccessi della tavola

A volte, il nostro sistema digestivo viene messo a dura prova da un eccesso di zuccheri e carboidrati, fritti, grassi, proteine e alcool ingeriti in qualunque ora e in modo irregolare. Alimenti ed abitudini che provocano ristagno a livello intestinale, creando le basi per l’insorgere di stipsi e alitosi. “ A un pranzo o ad una cena particolarmente abbondanti, sarà bene far seguire un pasto leggero, ricco di verdure fresche e frutta, le cui fibre stimoleranno lo svuotamento intestinale” ricorda il dr. Ugo Ferrari. Via libera, allora, a verdure depurative quali carciofo, cicoria e tarassaco, dalle proprietà epatoprotettive, coleretiche ed eupeptiche. Per iniziare la giornata, invece, sarà bene assumere uno yogurt ricco di microrganismi probiotici.

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